Sulla Grecia ci stanno truffando
La vicenda della crisi Greca è un esempio da manuale di una grande truffa in cui la speculazione guadagna e i lavoratori pagano. Ci viene detto che i governi europei stanno lottando contro gli speculatori e i mercati finanziari per difendere l’Euro. Si tratta di una balla colossale. In realtà le politiche governative poste in essere e i mercati finanziari convergono in una unica azione contro i lavoratori. Vediamo perché:
In seguito all’attacco fatto dagli speculatori alla Grecia, i governi europei, spinti dal Fondo Monetario Internazionale, hanno dato un prestito alla Grecia condizionato al fatto che in Grecia si taglino i salari, le pensioni, lo stato sociale. Il governo Greco, con i soldi del prestito pagherà gli interessi sul suo debito a Banche e speculatori, interessi che sono aumentati a causa dell’attacco speculativo. Il governo Greco restituirà i soldi del prestito ai governi europei grazie ai sacrifici imposti ai lavoratori greci. In pratica i soldi del prestito vanno a banche e speculatori e quei soldi li mettono i lavoratori greci. Dopo
Ci sono soluzioni alternative: certo!
Il modo più semplice per bloccar questo gioco al massacro sulle spalle dei lavoratori è che
Se questo provvedimento non viene preso è solo perché i governi europei, perseverando in una politica neoliberale che è clamorosamente fallita e facendo credere all'opinione pubblica “che i mercati non sbagliano mai”, come ha lucidamente affermato il capo economista della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, Heiner Flassbeck, assecondano banche e speculatori a danno dei lavoratori e dei ceti popolari. Per la stessa ragione, in questi mesi nessun provvedimento è stato preso per tassare le transazioni finanziarie a carattere speculativo o per rompere i rapporti con i 'paradisi fiscali'.
Per questo ci opponiamo al piano europeo approvato dal governo Berlusconi e chiediamo ai sindacati di dichiarare subito lo sciopero generale. Occorre dire con forza no alla Finanziaria 'lacrime e sangue' che si sta preparando e che pretende di scaricare i costi della crisi su lavoratori pubblici e privati, pensionati, giovani e studenti, tagliando salari, servizi sociali, diritti per far rispettare il patto di stabilità imposto da banche e speculatori. Occorre bloccare questo nuovo, formidabile attacco antipopolare e antioperaio che oggi avviene in Grecia e domani in Italia. Occorre unificare il più possibile le lotte e le mobilitazioni che in questi giorni si stanno suscitando nei diversi paesi europei (ad esempio, in Spagna). Facciamo perciò appello a tutte le forse della sinistra sociale e politica che non abbiano sposato l'ideologia liberale perché si costruisca unitariamente nei territori e nei luoghi di lavoro l'opposizione necessaria a questo preventivato massacro.